Gioie e dolori delle colonnine di ricarica elettrica: sono realmente sostenibili?

Inutile girarci intorno e chi possiede un’auto elettrica ne è ancora più consapevole: sono le colonnine di ricarica la vera chiave di volta per la diffusione delle auto elettriche. In questo articolo cercheremo di capire meglio che relazione hanno con l’ambiente.

Costi del carburante alle stelle, incentivi per l’acquisto, convinzione di fare una scelta ecosostenibile: queste sono solo tre motivazioni per le quali molti di noi scelgono di acquistare un’auto elettrica. Ovviamente si sa, l’elettricità per ricaricarla non è sempre gratis e la sua produzione il più delle volte non è proprio ecosostenibile, a meno che non venga prodotta dal vento, dal sole o dalla biomassa.

Quante colonnine di ricarica ci sono in Italia?

L’obbiettivo del governo è quello di raggiungere un numero di colonnine di ricarica pari a 60.000 in tutto il territorio dello stato, cioè circa una ogni mille abitanti. Ma stando ai dati riportati dall’associazione Motus-e (costituita per accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica) in Italia al 30 settembre 2021 sono presenti 24.794 punti di ricarica in 12.623 stazioni (o colonnine). Un ammontare molto superiore se comparato con l’anno precedente, ovvero il 2020, dove erano presenti 16.659 punti di ricarica e 8.467 stazioni in totale. Un trend più che positivo.

Purtroppo nonostante sia un fenomeno sempre in crescita, si è già creato un bel divario tra nord e sud Italia per quanto riguarda lo spargimento delle colonnine di ricarica, infatti tale diffusione, non risulta essere omogenea geograficamente ma concentrata maggiormente al nord, penalizzando fortemente il sud e le isole.

 

Dove sono collocate le colonnine di ricarica?

Punto dolente. Prendendo in considerazione l’ultimo rapporto di Motus-E ci accorgeremo della grave difficoltà che lo stato ha nel distribuire adeguatamente le colonnine di ricarica nelle autostrade: difatti, sono presenti soltanto 118 colonnine di ricarica nella grande viabilità, creando così un vero e proprio freno all’acquisto delle auto elettriche, scoraggiando di fatto l’automobilista ad intraprendere viaggi extraurbani con un’auto elettrica. Inoltre non è da considerare meno importante la tipologia delle colonnine di ricarica, ovvero esistono quelle private, collegate alla rete domestica in corrente alternata (AC), oppure quelle che troviamo nei luoghi pubblici, solitamente molto più rapide nel ricaricare (in corrente continua, DC ultrarapide).

 

Rapporti con l’ambiente

Il nocciolo della questione è sempre lo stesso: ovvero la produzione dell’energia elettrica non sempre è sostenibile. Passare da un’auto a combustibile fossile ad un’auto elettrica certamente riduce l’inquinamento nei centri urbani, ma osservando il fenomeno su scala globale vien da pensare che i problemi ambientali non sono mica risolti, ma dislocati. In primis perché un aumento del consumo di energia elettrica comporta una produzione maggiore e non sempre tale produzione è ecosostenibile. Inoltre vi è il problema dell’estrazione del litio e del cobalto, i quali vengono utilizzati per le batterie (se sei interessato all’argomento in dettaglio clicca qui).

Dunque riepilogando, possiamo prevedere che la circolazione delle auto elettriche sarà sempre maggiore e le colonnine di ricarica saranno sempre più presenti nel nostro territorio, auspicando che vengano distribuite equamente tenendo conto delle necessità delle persone e soprattutto dell’ambiente.

 

Articolo di Michele Fiori 

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