È ormai da tempo che il concetto di transizione verde influenza le nostre vite, la sostenibilità è diventata in maniera rilevante parte integrante del core business della maggioranza delle Imprese, tutti ne parlano e i nuovi obbiettivi Europei si concentrano minuziosamente sull’argomento.

La domanda che ci poniamo oggi non ha ancora una risposta certa, nessuno può prevedere il futuro, ma l’interesse sull’argomento è molto forte e sembra che la Commissione Europea stia davvero puntando con determinazione al raggiungimento di questo obbiettivo.

Per capire meglio il contesto facciamo un salto nel passato.

Le prime convenzioni venivano generate con l’accordo di Parigi. In quanto questione globale, nel 2015, veniva richiesto ai paesi di tutto il mondo di lavorare collaborando per una questione che gli accomunava fortemente. Venivano così concordati i nuovi obiettivi nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Ecco alcuni dei punti salienti di tale accordo:

  • Un obiettivo a lungo termine: mantenimento della temperatura globale al di sotto di 2°C in più rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C.
  • Contributi da parte dei Paesi: prima e durante la conferenza di Parigi i Paesi hanno presentato piani d'azione nazionali globali al fine di ridurre le rispettive emissioni.
  • Ambizione e trasparenza: per motivare i Paesi partecipanti a migliorare i propri risultati è richiesto ad essi di comunicare ogni cinque anni i nuovi piani d’azione sempre più ambiziosi e di comunicare, l'un l'altro e al pubblico, i risultati raggiunti al fine di garantire trasparenza e controllo.
  • Solidarietà: Fondamentale mantenere un alto livello di solidarietà tra gli Stati membri dell'UE nei confronti dei Paesi in via di sviluppo attraverso finanziamenti per garantire anche a loro la possibilità di attuare azioni rilevanti nei confronti dei cambiamenti climatici.

L’accordo è entrato in vigore il 4 novembre 2016, negli anni successivi si è lavorato costantemente sull’argomento fino al 2019, anno in cui l’azione europea ha mosso passi concreti verso i provvedimenti climatici necessari.

Al fine di perseguire gli obbiettivi prefissati, in linea con il predetto accordo di Parigi, il 12 dicembre 2019 la Commissione ha presentato il Green Deal europeo, una tabella di marcia dettagliata verso una transizione verde e quindi verso la risoluzione di alcune delle problematiche che affliggono il nostro pianeta.

Attraverso questo accordo il Consiglio europeo ha definito che:

  • l’Unione europea dovrà provvedere ad una riduzione dei gas a effetto serra entro il 2030
  • l'Unione europea dovrà raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Nell’anno successivo, precisamente il 14 luglio 2021, la Commissione europea ha adottato "Fit for 55", una serie di proposte politiche che preparano l'attuazione del Green Deal Europeo. In particolare, Fit for 55 mira alla rosoluzione del primo punto citato, cioè a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e del 100% dal 2035. Da questo si deduce l’ipotesi che tutte le nuove auto, immatricolate a partire dal 2035, saranno a emissioni zero.

 

Fit for 55

Sono 13 le proposte legislative sull’energia e sul clima contenute dal pacchetto Fit for 55 che permetteranno all’Unione Europea di centrare l’obbiettivo di ridurre le emissioni di gas serra come previsto dalla Legge Clima. Tra i provvedimenti figurano semplici aggiornamenti delle legislazioni esistenti mentre altri sono delle vere e proprie novità come la proposta di tassa sul carbonio alla frontiera o la nuova strategia forestale dell’UE.

L’accordo Green Deal accompagnato dal pacchetto Fit for 55 consente all’Europa di vantare un primato sulla politica climatica essendo i primo continente a dichiararsi climaticamente neutrale nel 2050. Per stimolare il cambiamento sarà previsto come dichiarato da Timmermans (politico olandese, primo vicepresidente della Commissione europea)  “un premio per chi decarbonizza”.

Gli obbiettivi sono quindi ben saldi e sono numerose le motivazioni e gli incentivi che presto ci spingeranno a cambiare le nostre abitudini, ma viene spontaneo chiedersi: da dove prenderemo tutta l’energia necessaria per sostenere il funzionamento di tale cambiamento?

MOST è la risposta, acronimo inglese di Molecular Solar Thermal Energy Storage Systems, speciale sistema energetico sviluppato in Svezia attraverso il quale e possibile catturare e immagazzinare l'energia solare rendendola disponibile all'utilizzo. Most è quindi un modo completamente nuovo per generare elettricità dal sole, ma soprattutto un sistema che può funzionare senza rilasciare emissioni di anidride carbonica.

I presupposti per confermare che il mondo delle autovetture sarà a zero emissioni ci sono tutti, non ci resta che restare “sintonizzati” in attesa dei prossimi avvenimenti, ma ricordandoci sempre che nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità, anche noi possiamo generare grandi cambiamenti.

 

Articolo di Martina Mercuri

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