Ricarica wireless: meglio evitarla per l’ambiente?

Sempre più utilizzata perché il suo comfort intriga: la ricarica wireless ci consente di ricaricare i nostri dispositivi senza l’intralcio dei fili, ma non affatto in modo più rapido e soprattutto più ecologico. Qui di seguito illustreremo i perché.

 

Gli addetti al settore pronosticano, non c’è dubbio: la ricarica wireless sarà sempre più diffusa.

Ciò che spinge certi consumatori a ricaricare il proprio cellulare tramite wireless, è sicuramente la novità del momento associata al non dover più utilizzare un caricatore con fili ingombranti, non di certo per una scelta razionale di stampo ecologico o di rapidità di ricarica.

Se vuoi capire meglio se la ricarica rapida danneggia il tuo dispositivo clicca qui.

Molti test e studi effettuati (presentati anche online), hanno evidenziato che la ricarica wireless risulta essere meno efficiente rispetto a quella tradizionale con i fili: per ricaricare completamente la batteria di un dispositivo, la ricarica wireless richiede un consumo W/h (watt-ora) molto più alto, di circa il 50% superiore (in media, poiché il valore cambia a seconda del caricatore preso in considerazione). 

Ma non solo. 

A diminuirne l’efficienza sono anche altri dettagli, ossia: 

  • il telefono deve essere perfettamente allineato alla base della ricarica se non si vuole diminuirne drasticamente la ricarica.
  • Il caricatore wireless collegato alla presa del muro senza nessun dispositivo attaccato, consuma molto di più rispetto al caricatore a filo USB.  
  • Alcuni consumatori lamentano il problema del surriscaldamento del caricatore wireless durante la ricarica. 

 

La compromissione nei confronti dell'ambiente

Ovviamente tali fattori presi in considerazione, vanno a ripercuotersi sull’ambiente: anche se stiamo parlando di valori relativamente piccoli, si tratta pur sempre di uno spreco energetico: se ad esempio tutti noi utilizzassimo la ricarica wireless anziché quella tradizionale, si verificherebbe un aumento della richiesta energetica, e ciò comporterebbe un maggior inquinamento globale, date le circostanze attuali, ove le energie alternative meno inquinanti non sembrano essere considerate come un modello energetico sostitutivo a centrali fortemente inquinanti per l’uomo e per il suo habitat, ovvero la natura.  

Non si tratta di pignoleria

Quando ci poniamo delle domande sui possibili danni ambientali che le nostre azioni quotidiane possono provocare, ci si può sentir rispondere che esistono problemi ben più gravi, che il vero problema non siamo noi e che le nostre azioni contano ben poco. 

Noi non siamo per niente d’accordo con questo tipo di risposte e non si tratta di pignoleria. 

In un contesto ecologico complesso come quello odierno, riteniamo sia dovere di ognuno di noi porre una maggiore attenzione sull’ambiente che ci circonda, anche quando chi ci governa non dà affatto il buon esempio. 

Per gli amministratori istituzionali il bike sharing (se vuoi saperne di più clicca qui) ad esempio, risulta essere uno strumento di facciata molto utile: consente loro di esibirsi in pubblico con una proposta ecologica senza troppo sforzo e troppi costi (dato che i principali investimenti nel settore vengono fatti da privati). 

 

Articolo di Michele Fiori 

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