Smartphone: galeotto fu il jack audio

Molti smartphone stanno eliminando il jack audio. Scopriamo perché il famoso spinotto per le cuffie è destinato a diventare un pezzo di storia della tecnologia.

Il jack audio TRS (tip, ring, sleeve) esiste da molto tempo. La versione originale, più grande è utilizzata dalla fine del 1800 e serviva nei centralini telefonici. La versione da 3,5 mm, quella arrivata fino ai nostri giorni, è nata negli anni ’50. In teoria si potrebbe prendere un paio di cuffie di ottanta anni fa e usarle con uno smartphone di ultima generazione.

Negli ultimi anni, però, sempre più aziende produttrici di smartphone hanno deciso di eliminare il jack audio, per sostituirlo con il nuovo connettore USB Type C.

Ci siamo chiesti il perché di questo cambio di rotta? Apparentemente le motivazioni sono diverse: eliminando un’entrata il dispositivo sarà più isolato dagli agenti esterni e quindi protetto da acqua e polvere. Senza l’entrata jack si recupera spazio, ormai vitale per l’aggiunta di componenti più utili, come una batteria dalla capacità maggiore.

 

Nuovi dispositivi audio per gli smartphone

Certo, passare all’USB di tipo C ha i suoi vantaggi: collegare cuffie alimentate direttamente dal dispositivo, o auricolari smart, aggiungere equalizzatori o effetti, ridurre il rumore, oltre ad una serie di specifiche per la gestione dell’audio sia in formato digitale che analogico. Non si possono dimenticare, però, alcune criticità come l’impossibilità di ricaricare il proprio dispositivo e collegare le cuffie contemporaneamente. Oppure il prezzo degli auricolari bluetooth che non è certo economico come le vecchie cuffiette con il cavo.

Se andiamo più a fondo e analizzando le caratteristiche del mercato, intuiamo che la motivazione principale di questa nuova tendenza è di tipo economico.

Confrontiamo, ad esempio, l’iPhone 8 che è spesso circa 7.5 mm, con il Pixel 2 che misura di spessore 7.8 mm: tra i due è proprio quello più sottile l’unico ad avere il jack audio. Non è quindi una questione di dimensioni, ma quello che interessa alle aziende è spingere all’acquisto di speaker smart, cuffie collegate tramite bluetooth o tramite USB/Lightning. Oltre alla praticità, perché senza cavi, hanno caratteristiche più evolute e sono compatibili con le funzionalità dei digital assistant. 

 

Rivoluzione digitale

Alexa, Siri, Google Assistant, possono collegarsi agli auricolari smart e restare sempre in ascolto, per tradurre le conversazioni in tempo reale e permettere l’accesso a servizi che altrimenti resterebbero inutilizzati. Questo nuovo trend della ‘voce’ che ci da la possibilità di gestire i nostri dispositivi semplicemente parlando, è la nuova frontiera dei colossi tecnologici. Un pò come comandare ad un assistente ciò che deve fare per te: ‘chiama al ristorante e prenota!’ oppure ‘ordina e acquista!’. 
Un’immersione completa nel mondo digitale, in linea con l’evoluzione del metaverso e dell’esperienza virtuale.

 

Articolo di Joyce Donnarumma

 

Fonti

dday.it 

volvootofinans.com

 

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