Il cobalto: la macchia nera dell'energia pulita

Oggi viviamo nel bel mezzo di un cambiamento ecologico, quello che gli esperti chiamano: transazione energetica.

Dalla progressiva chiusura di centrali a carbone, all’utilizzo crescente di energia pulita. Chiamata anche: green, rinnovabile o sostenibile. Il motivo? Proteggere il nostro pianeta dal cambiamento climatico.

Il cobalto, insieme al litio e al platino, è considerato il metallo principale di questa rivoluzione ambientale. È infatti usato per produrre le batterie al litio delle automobili elettriche ma anche dei nostri device tecnologici, come il cellulare.

Ma la corsa verso una mobilità sostenibile, come influenzerà la produzione di cobalto? Ci saranno ripercussioni sull’ambiente e sulla nostra società? Lo scopriamo insieme in questo articolo.

 

Cos'è il Cobalto? 

Quante volte hai sentito parlare del colore blu cobalto? Probabilmente tante volte. Quel blu dalla tipica tonalità fredda e intensa a cui stai pensando, è stato creato da un chimico francese nel 1800. 

Louis-Jacques Thenard (1777 – 1857) è riuscito a sintetizzare diversi elementi chimici (il fosfato di cobalto o l’arseniato di cobalto con l’allumina) le cui polveri fini hanno dato vita a una nuova tonalità di colore dal nome di: blu cobalto.

Il cobalto è dunque un colore?

No, è tutt’altro.

Il cobalto è un elemento chimico. Il suo numero atomico è 27 e il suo simbolo è Co.  Il nome deriva dal tedesco "kobolt". I minatori tedeschi usavano chiamare così una piccola creatura simile a un elfo che, si credeva, andasse a sostituire il prezioso argento con il cobalto, un metallo di minor valore. 

Quindi il colore originale del cobalto non è blu? No, non lo è. Il vero colore di questo elemento ferromagnetico, dalla consistenza molto dura, è bianco argenteo. Ecco perché in passato veniva confuso con l’argento.   

 

Come e dove si produce? 

Il cobalto è presente solo sottoterra. È estratto in miniera, la maggior parte delle volte come sottoprodotto del nichel o del rame.

Le riserve di cobalto sono limitate. Si concentrano nella Repubblica Democratica del Congo. 

 

La Cina controlla ogni fase della filiera, dall’estrazione alla lavorazione del materiale.

Nella Repubblica Popolare  si raffina circa il 70% del metallo estratto a livello globale. Si producono anche la maggior parte delle batterie al litio ricaricabili usate nel resto del mondo.

 

Gli usi tradizionali del Cobalto 

Il materiale è sempre stato usato in settori economici diversificati tra loro. Vediamone alcuni insieme.


Settore metallurgico

Il cobalto viene inserito nelle leghe metalliche per renderle più resistenti alla corrosione e all’usura. È facile intuire cosa viene costruito con queste leghe: le turbine per i motori di aerei, le turbine a gas e molte apparecchiature usate nell’industria chimica.


Settore del vetro e della ceramica

I sali di cobalto sono usati per creare brillanti sfumature di blu in elementi decorativi di porcellana, vetro e ceramica. Inoltre, sono usati in composti di vernici, inchiostri e lacche.

Settore del vetro e della ceramica

I sali di cobalto sono usati per creare brillanti sfumature di blu in elementi decorativi di porcellana, vetro e ceramica. Inoltre, sono usati in composti di vernici, inchiostri e lacche.

Nutrizione

Il cobalto è un elemento essenziale nella vitamina B12. Inoltre, si trova negli esseri umani e in molti altri organismi viventi. Avere del cobalto nel suolo, naturalmente nella giusta misura, migliora la salute degli animali da cortile e da pascolo. 

 

Nel 2022 come viene usato?

Oggi è principalmente usato nella produzione di batterie agli ioni di litio.

I veicoli elettrici tanto richiesti sul mercato ma anche i dispositivi portatili che abbiamo con noi ogni giorno, come il cellulare, sono alimentati da batterie agli ioni di litio a base di cobalto. Il cobalto migliora anche le prestazioni delle batterie ricaricabili. 

 

Più aumenta la domanda di batterie agli ioni di litio, maggiore sarà la richiesta di cobalto. Come viene riportato in: “The Ultime guide to the cobalt market 2021-2023”: “[…] La domanda globale di cobalto ha raggiunto 2.900 t nel 1999 e raggiungerà oltre 70.000 t nel 2021, rappresentando un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 15,6% in quei 22 anni.”

Inoltre gli analisti energetici prevedono che, con i recenti sussidi d’incentivo all’acquisto di automobili elettriche come parte del generoso stimolo economico post-Covid in tutta l'UE e in Cina, la domanda di cobalto arriverà a superare la sua offerta. 


Ma è sostenibile arrivare ad aumentare la produzione di cobalto? La risposta è no. La posta in gioco è altissima. I danni ambientali e umanitari potrebbero essere ingenti.

 

Impatto ambientale e sociale

Di seguito, alcune delle conseguenze che l’aumento della produzione del materiale causerebbe alla natura e alla società.  

 

  • Le risorse da cui si estrae il metallo sono limitate. Il mercato globale sembra saturo, dominato dal binomio: Congo-Cina.

  • Con l’aumento della domanda, il prezzo del cobalto aumenta. L’industria e-mobility in Europa e nel mondo potrebbe avere spiacevoli ripercussioni sul volume di vendita.

  • Il cobalto si estrae in miniera, attraverso continue esplosioni che rilasciano nell’aria polveri dannose per l’uomo. Nei villaggi adiacenti alle miniere congolesi del Katanga, ogni anno si registra un altissimo numero di malattie polmonari e malformazioni nei neonati. 
  • Sono stati registrati numerosi scandali di sfruttamento minorile nelle miniere del Congo, uno dei paesi più poveri ed instabili del mondo. Gli orari lavorativi sono usuranti e le condizioni lavorative precarie.
  • L’estrema povertà del Congo spinge tante persone congolesi ad affiancarsi ad aziende straniere per rubare il cobalto, estraendolo manualmente, per poi rivenderlo a privati.
  • Alcuni tra i principali giganti della tecnologia, quali Apple, Tesla, Microsoft e Google sono stati accusati di conoscere le pratiche di sfruttamento minorile nelle miniere del Congo ma di non aver fatto nulla per fermarle.
  • L’approvvigionamento del cobalto è condizionato dall’instabilità geopolitica del Congo. Un paese dove ci sono numerosi focolari di guerriglia specialmente al confine con il Ruanda. La corruzione è intrisa a ogni livello della società e le imprese straniere saccheggiano indisturbate le risorse del paese.

Soluzioni: cosa si può fare? 

Per evitare che il gap tra la domanda e l’offerta di cobalto diventi troppo grande, i players hanno iniziato a lavorare insieme per trovare delle soluzioni globali .

  • Bisognerebbe trovare nuovi fornitori di cobalto, privilegiando il nostro continente, e la ricerca nel sottosuolo. L’Unione Europea sta esaminando il ruolo della Finlandia, paese che possiede di già riserve sotterranee di cobalto, nell’approvvigionamento domestico europeo.

  • Bisognerebbe consolidare i trattati con i paesi in cui l’estrazione di cobalto è prevista aumentare nel prossimo futuro come l’Australia e il Canada.

  • Bisognerebbe introdurre il riciclo del cobalto in commercio e in quello presente nelle batterie in uso.

  • Bisognerebbe trovare dei materiali alternativi all’uso costante di cobalto.


Ma in concreto si sta facendo qualcosa? Sì.

La Testa insieme al colosso cinese Contemporary Amperex Technlogy Ltd. (CATL) hanno brevettato la cosiddetta million mile battery. Una batteria che usa poco o zero cobalto.

Ma una batteria cobalt-free è già sul mercato. È quella prodotta dall’azienda cinese SVOLT e che dovrebbe arrivare nei mercati Europei nel 2023.

Queste iniziative sono un segnale positivo che un cambiamento globale è in atto. Forse la transazione energetica di cui tanto si parla, non è poi così lontana. 

 

Articolo di Valentina Decio

 

Fonti
tuttogreen

cruxinvestor.com

openUi Torino

Finance.yahoo

Enelgreenpower.com

BloombergNEF

USGS.gov

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