RAEE: rifiuti o risorsa?

Cosa sono e perché è importante riciclare i RAEE


Parole come web, meta, byte, richiamano alla mente realtà virtuali e cyberspazi, ma non dobbiamo dimenticare che il mondo dell’informatica e dell’elettronica è fatto soprattutto di cavi, assemblaggi di metallo e plastica. Materiali che, quando i nostri apparecchi non funzionano più, vanno smaltiti. Ma ci siamo mai chiesti che fine fanno i dispositivi elettronici? 



Cosa significa RAEE?

Tutto ciò che conosciamo con il nome di elettrodomestico, piccolo o grande che sia, una volta inutilizzabile, guasto o obsoleto, viene classificato come rifiuto RAEE.

Sul concetto del ‘disfarsi’ si basa la condizione necessaria perché un oggetto sia considerato un rifiuto. L’acronimo RAEE sta proprio ad intendere ‘Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche’, in inglese e-waste. Per rifiuto elettronico si fa riferimento a tutto ciò che, prima di essere buttato, utilizzava energia elettrica.

Questa è tra le categorie di rifiuti che cresce più velocemente: parliamo di 7 kg per ogni abitante della Terra e solo il 20% viene riciclato. In Italia se ne producono circa ottocentomila tonnellate ogni anno. Numeri importanti e destinati a crescere, considerato il peso della tecnologia nelle nostre vite.



Rifiuti RAEE, ecco quali sono:

I rifiuti elettronici includono una vasta sfera di oggetti, molti dei quali probabilmente non sappiamo farne parte. I RAEE si dividono in domestici e professionali a seconda se sono originati da nuclei domestici o da attività commerciali e industriali.

Ma quali sono i rifiuti RAEE? Possiamo distinguere 5 categorie principali:

  • R1 - Apparecchiature refrigeranti: frigoriferi, congelatori, apparecchi per il condizionamento etc.
  • R2 - Grandi Bianchi: lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde etc.
  • R3 - Tv e Monitor: computer, televisori, cellulari etc.
  • R4 - Piccoli Elettrodomestici: aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, apparecchi radio, etc.
  • R5 - Sorgenti Luminose: neon, lampade a risparmio, a vapori di mercurio, sodio, ioduri etc.

Perché è importante riciclare i rifiuti elettronici?

Dispersi in natura o non trattati correttamente, i rifiuti RAEE possono recare gravi danni all'ambiente. Contengono sostanze pericolose come metalli pesanti e gas, utilizzati comunemente nei circuiti refrigeranti. Inoltre, se non riciclati, andrebbero disperse molte materie prime quali vetro, plastiche e metalli.

Per promuovere il recupero dei RAEE e ridurne la quantità e la pericolosità, l’Unione Europea ha emanato apposite Direttive, finalizzate a privilegiare il riciclo e, quindi il riutilizzo delle diverse componenti. E non solo: con la direttiva RHOS, ad esempio, ha limitato l’utilizzo di piombo, cromo esavalente, cadmio e mercurio all’interno delle apparecchiature elettroniche vendute in Europa. L’obiettivo è anche responsabilizzare i produttori così come i consumatori, passando per gli attori della filiera distributiva fino agli operatori del riciclo.



Dove smaltire i rifiuti elettronici 

Lo smaltimento non è semplice e i rifiuti RAEE non possono essere raccolti comunemente nei cassonetti assieme alla tradizionale raccolta differenziata. 

I piccoli rifiuti elettronici, come ad esempio i cellulari, vengono ritirati in molti negozi di elettronica, inoltre in fase di acquisto di un elettrodomestico, è possibile consegnare il vecchio prodotto, tutto in forma completamente gratuita.

I Comuni offrono servizi a domicilio in giorni e date prestabilite, è inoltre possibile portare i RAEE nei centri di raccolta comunale o nelle isole ecologiche. 



Le 4 fasi del riciclo

I rifiuti elettronici sono composti da differenti materiali, uniti e mescolati tra di loro, questo rende il riciclo molto complesso. Esistono diversi processi a seconda dell’oggetto, ma tutti si basano su quattro passaggi fondamentali:


  • SELEZIONE: vengono selezionate e divise le differenti tipologie di rifiuti elettronici, anche manualmente se necessario.
  • SMONTAGGIO: consente di selezionare e dividere le molteplici componenti, capendo cosa si può riutilizzare e cosa no.
  • RIDUZIONE VOLUMETRICA: le parti che non possono essere scomposte vengono tritate.
  • SEPARAZIONE: un magnete separerà le componenti ormai piccolissime, dividendo alluminio e altri metalli, anche preziosi come oro e argento, dalla plastica e il vetro.

Riciclo: unica soluzione?

Tuttavia nel processo di riciclo, alcuni materiali non sono recuperati. Un esempio sono le terre rare, essenziali per l’high tech: al momento non esiste un metodo applicabile a livello industriale per recuperarle in modo efficiente. Anche se da anni la ricerca sta spingendo in questa direzione, il risparmio e il buon utilizzo delle nostre apparecchiature restano le soluzioni più efficaci per contrastare l’inquinamento ambientale. Non dimentichiamo che qualsiasi processo di riciclo richiede energia e la maggior parte deriva ancora da fonti fossili.


Da Rifiuto a Risorsa

Alcune aziende hanno avviato iniziative autonome per limitare la produzione di rifiuti elettronici e contenere le attività estrattive che sono al centro di controverse discussioni sui diritti e le condizioni dei lavoratori, basti pensare alle miniere di cobalto.

Secondo uno studio pubblicato su Environmental Science & Technology, recuperare l'oro dai dispositivi elettronici è più conveniente che estrarlo dalle miniere.


Ognuno di noi può adottare buone pratiche per tutelare gli apparecchi elettronici, ottimizzare il funzionamento e prolungare la durata

Ma non solo, comprare o vendere dispositivi elettronici usati, qualora in buone condizioni, potrebbe essere una soluzione alternativa al riciclo stesso. La vendita dell’usato, permette di farli entrare in una dinamica di economia circolare che ha un impatto diretto a livello ambientale, sia in termini di emissioni di CO2, che di risparmio di materie prime. 


Corretto smaltimento, riciclo, riutilizzo, sono tutti piccoli gesti che messi insieme potrebbero dare all’ambiente l’aiuto di cui ha bisogno e trasformare i rifiuti RAEE in un’ulteriore risorsa per il futuro.

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Articolo di Joyce Donnarumma

 

Fonti 

arpa.veneto.it

elettrodomestici.it

ecolamp.it

hdblog.it

geopop,it

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