Stop al caricabatterie incluso nella confezione dello smartphone: iniziativa di marketing o scelta green?

All’acquisto di un nuovo smartphone siamo impazienti di aprire la confezione, anche se già conosciamo perfettamente il contenuto al suo interno: oltre al tanto desiderato dispositivo, possiamo trovare le cuffie in dotazione e di sicuro un caricabatterie, con cavo annesso per ricaricare il telefono.


Una certezza, vero, ma da qualche anno inizia a non esserlo più.

Alcune delle più importanti aziende produttrici di smartphone, come Apple, Samsung e Xiaomi, stanno valutando l’idea di eliminare definitivamente il caricabatterie dalla dotazione di serie. Il primo ha dare la notizia è stata Apple, con l’annuncio che l’iPhone12 sarebbe stato venduto senza caricabatterie. L’obiettivo? ridurre gli sprechi e l’impatto dei suoi prodotti sull’ambiente.


In molti hanno mosso una forte critica nei confronti di questa decisione. Sembrava una strategia di marketing destinata al fallimento ma, in poco tempo, altri colossi della telefonia digitale hanno seguito a ruota l’iniziativa. Samsung attualmente ha rimosso il caricabatterie dalle confezioni dei suoi smartphone di fascia alta ed è intenzionato a rimuovere i caricabatterie anche dalle confezioni degli smartphone di fascia economica e media.


Eliminare il caricabatterie, riduce davvero l’impatto sull’ambiente?

A distanza di tempo dall’importante decisione, Apple ha pubblicato gli Environmental Report, cioè report ambientali che spiegano nel dettaglio cose è stato fatto per ridurre le emissioni di ogni singolo prodotto, valutando uso, trasporto e produzione.

Una lettura dati superficiale lascia pensare che la nuova strategia Apple non sia servita a molto per ridurre l’impatto di CO2e.


La produzione di un iPhone11 (inclusa la produzione degli auricolari e del caricatore) aveva un impatto ambientale di 56,88 kg CO2e, il trasporto di 2,16 kg CO2e e il ciclo di vita di 12,24 kg CO2e. Oggi, invece, un iPhone12 senza auricolari e caricabatterie ha un impatto ambientale di 58,1 kg CO2e per la produzione, di 1,4 kg CO2e per il trasporto e di 9,8 kg CO2e per il ciclo di vita. Si passa quindi da un totale di 72 kg di CO2e per l’iPhone11, a 70 kg di CO2e per l’iPhone12.


Confrontando i due prodotti, si nota che poco è cambiato a livello di emissioni e gli unici benefici si sono visti sul packaging, che essendo più piccolo richiede meno carta.

Un piccolo vantaggio che però va subito perso se si considera l’aumento del costo di produzione per i nuovi modelli di smartphone sul mercato, dovuto ad alcuni miglioramenti per il modulo 5G che sarà integrato nella componentistica.


Quindi la produzione di un iPhone12, anche senza caricatore e auricolari, ha un impatto maggiore della produzione di un iPhone11. La rimozione dei caricatori e dell'auricolare, e quindi la conseguente responsabilizzazione dei consumatori nel ottimizzare l’uso dei caricabatterie per prolungarne la durata nel tempo, hanno effettivamente portato un beneficio ambientale, ma la strada è ancora lunga per rendere i nuovi smartphone più “environmental friendly”. 

 

Articolo di Joyce Donnarumma 

 

Fonti 

dday.it

wired.it

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