Fast charge dell’iPhone: conviene davvero utilizzarla?

La ricarica rapida forgiata dai recenti iPhone, che ci permette di ricaricare molto rapidamente il nostro dispositivo, rovina la batteria oppure no? Cerchiamo di fare chiarezza in questo articolo.

Quante volte abbiamo sentito discutere nella nostra quotidianità, sul metodo migliore per ricaricare il nostro cellulare, affinché la nostra batteria potesse durare più a lungo?     Tante le opinioni, i pareri e le convinzioni delle persone che ci circondano, ma il più delle volte purtroppo, non hanno una valenza accertata e attendibile. Quindi è necessario fare chiarezza, in modo tale da preservare al meglio la nostra batteria, per una questione economica e anche ecologica.


Perché si utilizza la ricarica veloce e come funziona

Presto detto, ovviamente la si utilizza per ridurre notevolmente il tempo di ricarica del nostro dispositivo, ma non tutti sanno come funziona questa caratterista. Da un po’ di tempo la stanno sponsorizzando particolarmente in quanto i telefoni diventano sempre più grandi per ospitare batterie più "capienti". Gli ultimi modelli di iPhone (dall’8 ai successivi) possono essere ricaricati molto velocemente, in 30 minuti infatti è possibile ricaricare del 50% il nostro dispositivo. Ciò è stato reso possibile ampliando il voltaggio (ovvero la forza e la velocità della corrente) e facendo rimanere praticamente invariato l’amperaggio (che è la corrente, la quantità di elettricità). 

Un voltaggio più alto dunque garantisce un aumento della velocità di ricarica; nel momento in cui la nostra batteria ha subìto la ricarica essenziale, il caricabatteria limita il voltaggio per frenare il surriscaldamento, assicurando la sicurezza del caricatore e dell’iPhone. 


Cosa sostiene la Apple riguardo la fast charge?

Partiamo da un presupposto: tutte le batterie ricaricabili al litio con il passare del tempo diventano meno efficienti, a prescindere dalla ricarica rapida presa in considerazione. 

La sezione del sito Apple dedicata al supporto delle batterie, ci spiega chiaramente l’invecchiamento chimico della batteria, ovvero chiarisce che la durata della batteria dipende da diversi fattori ambientali (come ad esempio la temperatura alla quale la batteria è stata sottoposta) e di abitudini di ricarica.  


E’ possibile avviare la ricarica rapida servendosi semplicemente di un cavo apple (USB-C lightning) e uno di questi alimentatori: 

-Alimentatore USB-C Apple da 18 W, 20 W, 30 W

-Alimentatore USB-C di terze parti analogo che supporta USB PD (USB Power Delivery).


Dal sito Apple pertanto si evince una promotion della fast charge, che ne evidenzia i vantaggi e introduce nel mercato i corrispondenti alimentatori sopracitati. 

Il sito in maniera molto chiara ed esaustiva, ci propone dei suggerimenti per ottimizzare le prestazioni della batteria, e fra questi consigli non compare come dannoso per la nostra batteria, l’utilizzo della fast charge. 

Tuttavia la fast charge (su alcuni dispositivi) non è disponibile in Argentina, India e Vietnam, anche se Apple non ha precisato le motivazioni di questa scelta.



La ricarica rapida è dannosa per la batteria? 

Non è una domanda scontata poiché non tutte le ricariche rapide funzionano in ugual modo e abbiamo cercato di fare un po' di chiarezza nei paragrafi precedenti. Altre aziende si sono pronunciate sulla questione, sottoponendo i loro dispositivi a dei test e si è dimostrato sostanzialmente che a lungo andare (col passare di diversi anni), con questo metodo di ricarica la batteria è sottoposta ugualmente a stress, perché la chimica delle batterie è sempre la stessa in ogni caso. 

Leggi questo paper con i dati a supporto di quanto detto.  


Tuttavia stabilirlo con certezza vien difficile, se pensiamo che esiste una cosa chiamata obsolescenza programmata. 

Visto che i caricatori cheap non proteggono il telefono da eventi come surriscaldamento, overvoltage e overcurrent, è consigliabile affidarci a precisi supporti esterni al caricabatterie realizzati da un marchio attendibile provvisto di garanzie che tutelino il tuo dispositivo da eventuali danni. 


Articolo di Michele Fiori

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