Adaptive Charging: funzioni, problemi e poche soluzioni

Più i nostri smartphone si evolvono, minore è la loro autonomia.

Anzi, è uno degli effetti controversi dell'evoluzione tecnologica: nuove app, funzioni integrate, schermi sempre più grandi e batterie che tendono a durare al massimo una giornata. Pixel 4A, lo smartphone firmato Google, sembra offrire una soluzione al problema, introducendo la ricarica adattiva.

Il lancio del dispositivo sul mercato si è fatto attendere, preceduto da ritardi, annunci e smentite. Una volta distribuito, ha continuato a far parlare di se e non sempre in positivo. Si tratta di un apparecchio di medio gamma, con dimensioni compatte ormai più uniche che rare e un comparto fotografico eccellente. Va ad inserirsi in una fascia di mercato molto popolata, dove pochi modelli presentano le sue caratteristiche.

 

Funzionalità della ricarica adattiva

Tra le tante novità introdotte da Google, la più interessante è sicuramente la ricarica adattiva o Adaptive Charging. Ma di cosa si tratta esattamente?

I produttori di dispositivi mobili, sono alla continua ricerca di più efficaci soluzioni per massimizzare l’autonomia delle batterie. La nuova funzione si occupa proprio di preservare la batteria nel tempo, controllandone la velocità di ricarica in maniera intelligente: Il caricamento si avvia quando si collega lo smartphone prima di andare a letto e una volta raggiunto l'80% di autonomia, rallenta. La velocità di ricarica dovrebbe aumentare solo a ridosso della sveglia, arrivando al 100% di carica.

Ricordiamo che lasciare una batteria agli ioni di litio al 100% per un lungo periodo di tempo può effettivamente ridurne la capacità e la durata e per questo, si consiglia di ricaricare il proprio device fino al massimo dell’80%.

 

Adaptive Charging: è davvero intelligente?

Proprio questa funzione è finita nel mirino delle critiche, poiché secondo un documento ufficiale di Google, bisogna rispettare degli orari precisi per poterne sfruttare le potenzialità. Infatti, il telefono, deve essere collegato al caricabatterie dopo le 21 ed è indispensabile impostare la sveglia tra le ore 5 e le 10. 

A quanto pare non c’è modo per aggirare questo intervallo di tempo e queste scelte così specifiche escludono intere categorie di persone che per diversi motivi non rientrano tra questi parametri. Altri utenti hanno spesso riferito che i loro dispositivi avevano già raggiunto il 100% della carica già ore prima del suono della sveglia. Ciò indica che la funzione di Adapting Charge non si sta per nulla adattando alle abitudini degli utenti.

 

La risposta al problema

Nel corso del 2021 la ricarica adattiva è stata migliorata, attraverso la recente versione di Android 12. L’ azienda conferma che gli smartphone Pixel adesso raggiungeranno il 100% di carica molto più vicino alle sveglie impostate. E infatti dai primi test pare che la piena autonomia della batteria sia ottenuta tra 30 e 90 minuti prima del suono della sveglia. Il fatto di non aver creato una soluzione che funzioni alla perfezione sicuramente incide sulla valutazione complessiva del software e della sua utilità. Sono molti i dispositivi che stanno adottando la nuova ricarica adattiva e questo dimostra che l’invecchiamento della batteria sta diventando un problema non solo per gli utenti ma anche per i produttori, in quanto hanno bisogno di avere batterie di ricambio in magazzino o dare agli utenti opzioni di permuta per i loro dispositivi. 

Intanto i nostri occhi restano puntati sui prossimi passi di Google: riuscirà a ottimizzare questa utilissima funzione e trasformarla in una risorsa, aiutando a preservare la salute delle batteria?

 

Articolo di Joyce Donnarumma

 

Fonti

androidworld.it

ilsoftware.it

tuttoandroid.it

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